Impianto di scarico Harley-Davidson: prima parte

L’impianto di scarico ha il compito di espellere i gas combusti del motore, cerchiamo di capire come funziona e da quali parti si compone. I gas di scarico provenienti dal motore passano attraverso i collettori e giungono al catalizzatore, questi funge da abbattitore delle emissioni nocive di gas di scarico del motore, favorendo la completa ossidazione e riduzione dei gas di scarico, inoltre contribuisce assieme al silenziatore (o terminale) a ridurre il rumore di scarico. Tale abbattimento consiste, tramite un’apposita spugna di materiale catalitico e determinati passaggi forzati, nella completa ossidazione dei gas di scarico, convertendo gli idrocarburi incombusti (CnHm), gli ossidi di azoto (NO) e il monossido di carbonio (CO) in anidride carbonica (CO2), acqua (H2O) e azoto (N2); nei motori più moderni anche i sensori O2 (o sonde lambda) aiutano il motore a calibrare la miscela aria/benzina per rientrare nelle normative.
Il dimensionamento dell’intero impianto di scarico è frutto di approfonditi calcoli di fluidodinamica, in particolare si deve tener conto del volume, della temperatura, della velocità dei gas di scarico e di tutta una serie di altri parametri.

La progettazione dell’impianto determina notevolmente anche le prestazioni del motore: allungo, potenza e coppia sono strettamente legati alla forma, alla lunghezza, al diametro dei condotti di scarico ed alla forma ed alla cubatura interna del terminale. Anche il posizionamento del terminale è una scelta tutt’altro che casuale, un terminale posizionato sotto al motore ad esempio aumenta l’accentramento delle masse migliorando il comportamento dinamico della moto, uno scarico posizionato sotto al codone invece teoricamente tende a migliorare l’allungo del motore grazie a condotti più lunghi.

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By |2016-03-02T11:23:52+00:00Marzo 2nd, 2016|Forum, Tecnica e Meccanica|0 Comments