Sia che aumentiamo il regime, sia che vogliamo aumentare la quantità di aria e benzina introdotta nel motore ad ogni ciclo, ci troviamo a dover fare i conti con il rendimento volumetrico.
Il rendimento volumetrico è il rapporto fra la quantità di miscela aria benzina effettivamente introdotta nel cilindro e quella che entrerebbe in condizioni ottimali, cioè se non esistessero resistenze al moto del fluido aria e se i tempi di aspirazione e scarico fossero immensamente più lunghi.
Se facciamo girare a mano il motore, l’aria entra lentamente, l’effetto pompa del motore praticamente non esiste, alla fine del ciclo di aspirazione abbiamo, all’interno ed all’esterno del motore, la medesima pressione cioè quella atmosferica. Questo significa che il volume di aria entrata nel motore è esattamente equivalente alla cilindrata del motore.
In questo caso il rapporto volumetrico è esattamente pari al 100%.
Quando però il motore è in moto, l’aria incontra delle notevoli resistenze ad entrare, vuoi per gli attriti che incontra lungo il suo cammino, vuoi per il tempo estremamente ridotto che ha per passare per filtro, carburatore, collettore di aspirazione, strozzatura della valvola ed arrivare infine nel cilindro.
A 5.000 giri al minuto, il tempo di aspirazione è di circa 8-9 millesimi di secondo e sembra veramente impossibile che in questo ridottissimo periodo di tempo qualcosa possa entrare all’interno del cilindro.
Quando incrementiamo il numero dei giri, automaticamente riduciamo il tempo per l’aspirazione e contemporaneamente, incrementando le velocità di afflusso, aumentano anche le resistenze e le turbolenze nella colonna d’aria che scende nel cilindro. La maggior parte delle modifiche che tratterò avranno come scopo principale quello di aumentare il rendimento volumetrico, sia che si tratti di modificare i vari condotti, sia che si tratti di variare le fasi di aspirazione e scarico attraverso l’albero a camme.